Quante estati e quanti inverni, l'anno prossimo saremo ancora qui a dirci le stesse cose

Plutocratica Sicumera #8

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Ciao,
hai appena ricevuto nella tua casella mail il numero 8 di Plutocratica Sicumera, la mia newsletter dedicata al fumetto. Ti ringrazio per la fiducia e per la compagnia, se hai qualcosa da segnalarmi (o ci tieni a salutarmi) puoi rispondere direttamente a questa mail.

Nel mentre che ci si divideva tra un Salone del Libro di Torino e un Inchiostro Festival, Plutocratica Sicumera ha compiuto due anni: il numero zero è partito il 27 Maggio 2017. Ti stai chiedendo se tutti questi numeri 7 che vedi hanno un significato? La risposta è sì, ma solo affettivo: è il mio numero preferito da sempre, perché legato alla musica.

Maggio è però passato, Giugno pure. Sarà il caldo che è esploso, ma comincio a sentire un po’ di affanno: per questo oggi me la prendo un po’ comoda e lascio parlare anche qualcun altro.

Una cosa divertente che spero di fare ancora: Inchiostro Festival
Ad Alessandria ogni anno, da circa sette anni, nel primo fine settimana di Giugno accade una cosa meravigliosa: Inchiostro Festival. Per due giorni il chiostro di Santa Maria di Castello viene popolato da illustratori, stampatori, incisori, calligrafi, legatori e tutta una serie di professionalità date per morte da molti (dai, chi mai penserebbe di metter su un laboratorio di stampa a caratteri mobili?). Si tengono laboratori, si tengono incontri, si presentano piccole mostre, si vedono gli illustratori alle prese con tecniche tradizionali lavorare insieme a stampatori e incisori per creare dei pezzi unici.
A Inchiostro, per esempio, potresti avere l’opportunità di fare un piccolo workshop di incisione, magari tenuto da Enrico Rambaldi di INK33, laboratorio di Ravenna:

Workshop di incisione con Enrico Rambaldi di INK33

Oppure spostarti qualche stand più in là, con Francesca e Giulia del Betterpress Lab di Roma che insegnano ai partecipanti come realizzare stampe in letterpress:

Workshop di stampa a caratteri mobili con le Betterpress

L’esistenza di Inchiostro l’avevo scoperta totalmente per caso, me ne aveva parlato anni fa un’ex-collega originaria di quelle zone. Poi, ho conosciuto Andrea Musso, illustratore alessandrino tra i fondatori del festival che per l’edizione 2019 aveva in mente esattamente due cose: che gli speech in programma, tenuti nella Sala Affreschi, andassero registrati e che servisse una mano per condurli e moderarli. Il che spiega più o meno perché in questa foto ci sono io di fianco a Ivo Milazzo con un microfono in mano.

Ivo Milazzo a Inchiostro Festival

Tutti gli incontri tenutisi nei due giorni di Inchiostro sono stati registrati dai potenti mezzi di Querty manovrati da Matteo Scandolin e presto diventeranno un podcast.

Dal Monferrato ad Albione, sulla linea del fumetto
A metà Giugno a Londra è, invece, tempo di ELCAF - East London Comics & Arts Festival, una manifestazione indipendente solitamente popolata dalla piccola e micro editoria illustrata, fumettisti e illustratori con i propri lavori, e mondo dell’autoproduzione. L’ELCAF nasce nel 2012, non dall’idea di un’associazione o un comitato, bensì per volere di una casa editrice, anch’essa indipendente: la Nobrow, che ha in catalogo le opere di Luke Pearson e John McNaught, nonché uno degli editori privilegiati da BAO Publishing, che negli anni ha cercato di portare in Italia alcuni dei migliori libri da loro pubblicati.
Penso che l’ELCAF rifletta molto l’approccio all’editoria illustrata della Nobrow, fatto di estrema cura nella selezione degli autori e nella scelta dei materiali di stampa; queste, però, sono delle mie supposizioni basate su qualche resoconto che avevo letto negli anni, non avendo mai ancora avuto modo di andarci. Siccome avevo voglia di raccontarti comunque questo festival, ho deciso di chiedere a chi all’edizione di quest’anno ha partecipato davvero: Valeria Foschetti e Giulia Sagramola.

Valeria Foschetti è ideatrice e animatrice della Fanzinoteca La Pipette Noir, un’iniziativa che, per grande fortuna di noi milanesi, esiste anche fisicamente ed è ospitata all’interno della biblioteca di Viale Zara. Valeria ha deciso di visitare l’ELCAF dopo tanto tempo che pensava di andarci.

Valeria Foschetti de La Fanzinoteca La Pipette Noir

Vestiti i panni della procacciatrice di autoproduzioni per La Fanzinoteca, Sabato 8 Giugno, alle ore 12:00, oltrepasso il cancello di The Round Chapel Auditorium con un’immensa aspettativa (data dall’entusiasmo che da sempre circonda questo evento, sia da parte dei partecipanti che degli avventori) e che confermo essere tutto vero: questo festival è una figata pazzesca.
L’evento si sviluppa in diversi ambienti: l’Auditorium centrale dove espongono i vari editori/illustratori/fumettisti e le tende esterne dove si svolgono i vari workshop e le presentazioni dei lavori di selezionati autori. Con 10 sterline hai accesso ai laboratori, agli incontri, al market e alle proiezioni. Una sorta di “golden ticket” per la fabbrica di Willy Wonka, solo che, anziché il cioccolato e le caramelle, ti aspetta un’esperienza dove gli occhi ti si fanno a palla non tanto per la quantità smodata di zucchero ingerito, ma per la vastità e la bellezza dei lavori esposti.
Gli organizzatori hanno fatto una buona selezione degli espositori garantendo una varietà di genere, di stile e un equilibrio ben strutturato tra chi ha scelto di autoprodurre i propri lavori e chi invece promuove sia la propria piccola casa editrice indipendente, sia gli artisti con cui essa collabora. Un perfetto bilanciamento tra i libri con codice a barre e le fanzine, per intenderci. Ho notato un grande uso della stampa risograph e del formato in stile tabloid, che personalmente adoro, e che purtroppo in Italia solo pochissimi fanno.

Come molti festival indipendenti, anche l’ELCAF presenta autori di grande talento con lavori di alta qualità che nulla hanno da invidiare a quelli che operano in contesti più commerciali, noti e di grande distribuzione. È sicuramente un’occasione da non perdere per chi si da da fare nei settori che vengono sviluppati in questo contesto, non solo per entrare in contatto con un pubblico interessato (per la maggior parte sul pezzo), ma soprattutto per conoscere e magari confrontarsi con dei colleghi che condividono la stessa attitudine ed entusiasmo. Creare nuove collaborazioni, sviluppare sinergie.

Infine, la vera grande scoperta sono state le proiezioni, gestite dagli organizzatori del Flatpack Festival che hanno selezionato alcuni dei cortometraggi presentati durante il loro festival e che hanno proposto al goloso pubblico dell’ELCAF. Anche in questo caso, i filmati proiettati sono stati una piacevole sorpresa, poetici ed evocativi come solo i cortometraggi (quelli buoni) sanno fare.
In conclusione, dall’ELCAF si va via con il portafoglio vuoto, la borsa piena di carta stampata e la testa colma di nuovi stimoli, idee e immagini preziose. Da non perdere!

Giulia Sagramola non dovrebbe avere bisogno di presentazioni: classe 1985, illustratrice e fumettista, ha studiato all’ISIA di Urbino per poi trasferirsi a Bologna, dove incontra Sarah Mazzetti e Cristina Spanò e fonda l’etichetta di autoproduzioni Teiera, a cui avevo già accennato in un numero precedente della newsletter. Giulia, invece, era presente come espositrice.

Giulia Sagramola

Sono di una piccola città, quindi per me è sempre stato normale dovermi spostare per far conoscere il mio lavoro. Andando a fiere e festival vari entri piano piano a far parte di un gruppo di persone che frequenta regolarmente l’ambito lavorativo di cui vuoi far parte. Ho iniziato a 15 anni con Lucca Comics, ma l’ELCAF per me è un po’ la stessa cosa: creare comunità e far parte di una realtà variegata e interessante, con la scusa di rivedere amici e andare un paio di giorni in giro per Londra.

La prima volta che ci sono andata è stato con Sarah Mazzetti nel 2013, curavamo ancora Teiera (insieme a Cristina Spanò) e l’idea era quella di portare le nostre autoproduzioni a un nuovo pubblico, quello inglese. Era un modo per farci conoscere da persone nuove e creare nuovi contatti. Sono tornata all’ELCAF altre tre volte, le ultime due come autrice e illustratrice con le mie creazioni, ma il motivo non è cambiato. Non penso sia una fiera a cui devi assolutamente partecipare, ma, come ogni evento, è un’opportunità in più per creare nuovi contatti e ampliare il tuo pubblico. Il mio lavoro è più conosciuto in Italia rispetto all’estero, ma sono consapevole che il mercato italiano del fumetto è piccolo e spesso autoreferenziale, per questo ho sempre avuto necessità di diffondere il più possibile il mio lavoro oltre i confini nazionali.
Con Teiera negli ultimi anni avevamo puntato a fare poche fiere per questione di poco tempo ed energie, ma cercando che fossero il più possibile internazionali, per mostrare il nostro lavoro a nuovi lettori. Negli anni siamo andate ad Angoulême, Lucerna, Barcellona, Sierre, Londra, Toronto... Lo scorso anno mi hanno selezionata anche al New York Comic Con e al Comic Arts Brooklyn, dove volevo andare da tempo ed è stata davvero un’esperienza fantastica.

L’ELCAF non è una fiera come Lucca o il New York Comic Con, dove ci sono tantissimi editori e agenti, dove andare a fare vedere il tuo portfolio/progetto. È un festival di fumetto e illustrazione più piccolo - e che vuole mantenersi tale -, ma sei comunque a Londra, passerà sicuramente qualche art director e avere il tuo lavoro esposto in quel contesto è un po’ come la lotteria, non puoi sapere cosa capita. Ma soprattutto, è una maniera per creare connessioni con colleghi e con nuovi lettori. Non è una cosa che fai per vendere il tuo progetto a fumetti o direttamente per trovare un editore, ma in generale più per seminare qualcosa a lungo termine, facendo vedere che cosa fai a persone che non hanno idea di chi tu sia.
Quest’anno sono andata senza Sarah, ma vicino al mio stand c’era quello della mia amica/ex-compagna di Erasmus Akvile Magicdust e quello di Marlene Krause, autrice tedesca con base a Barcellona. Abbiamo passato la maggior parte del tempo libero insieme e ci siamo aiutate durante i giorni di festival a tenere il banchetto mentre l’altra doveva andare a pranzo o in bagno. Dall’Italia c’erano anche i ragazzi di De Press e Inuit, tra visitatori anche amici disegnatori venuti apposta per fare un giro al festival. Le sere abbiamo mangiato insieme tra autori e fatto chiacchiere, l’ultima sera - con chi non era partito - siamo finiti a fare un’imbarazzante sessione di karaoke nella serata karaoke del pub!
Mi piacerebbe che anche i festival italiani diventassero più internazionali come sono l’ELCAF o Angoulême, se inizi ad andare a una di queste manifestazioni, diventerà un po’ automatico tornarci, soprattutto se sei un autore: sarà una scusa per vedere amici che vengono da tanti Paesi diversi, mentre crei nuovi contatti.

Plutocratica Estate, ovvero tutti che mi chiedete cosa leggere quando arriva questo periodo
Attenzione, questa non è una mini rubrica di consigli di lettura. Elenchi con i fumetti imperdibili dell’anno editoriale appena trascorso ce ne sono molti ed è un tipo di operazione che non mi interessa fare (anche perché mica io li ho letti tutti, i fumetti usciti!). Ti mostrerò, invece, ciò che mi terrà compagnia durante quest’Estate, sperando che qualcosa possa incuriosire anche te.
Cominciamo con Shhh. L’estate in cui tutto cambia di Magnhild Winsnes, pubblicato da Mondadori nella collana Contemporanea. Una storia di amicizia estiva che attraversa l’infanzia e si imbriglia nella fase della pubertà, quando un giorno ti accorgi che qualcosa è cambiato, mentre tu vuoi solo tornare a giocare con i tuoi amichetti.

Shhh. L'estate in cui tutto cambia di Magnhild WinsnesShhh. L'estate in cui tutto cambia di Magnhild Winsnes (interno)

Tendenzialmente, per le ragazze si fa coincidere il momento di passaggio dall’infanzia all’adolescenza con l’arrivo delle mestruazioni, finendo per diventare uno spartiacque piuttosto netto: il giorno prima sei una bambina e il giorno dopo non lo sei più. Io ho ovviamente vissuto malissimo quella fase e sarà forse il motivo per cui mi piacciono le storie di formazione incentrate in quel momento di passaggio, come Shhh, come E la chiamano estate di Jillian e Mariko Tamaki, oppure Quasi signorina di Cristina Portolano, il cui finale mi ha fatto anche piangere.

Il principe e la sarta di Jen Wang + Capire, fare e reinventare il fumetto di Scott McCloud

Proseguirò poi con la lettura di Capire, fare e reinventare il fumetto di Scott McCloud, impossibile da finire in tempi brevi se hai anche l’intenzione di prendere appunti.
Il principe e la sarta di Jen Wang, invece, è una delle ultime uscite di BAO Publishing: è la storia di un principino che ama vestirsi con abiti da donna e assume a corte una sartina affinché glieli cucia. Avevo conosciuto Jen Wang con il volume In Real Life, pubblicato nel 2015 nella collana Psycho Pop di Edizioni BD, un fumetto che al tempo aveva catturato la mia attenzione perché scritto da Cory Doctorow.

Ho poi in programma di recuperare un po’ di arretrati (ho lì che mi aspettano i vari numeri di Amianto Comics) e alcune letture che in teoria sarebbero funzionali a delle idee che ho avuto (oppure che avrò nelle prossime settimane, mica mi pongo limiti).
Poi, sempre perché di non soli fumetti vive la sottoscritta, un po’ di altre cose sparse che riempiranno le mie giornate. Tipo riviste e zine.

Pressing Matters

Ho approfittato di una promozione per acquistare questi numeri di Pressing Matters, una rivista indipendente inglese incentrata sulla stampa d’arte, con interviste a stampatori, incisori, laboratori e molto altro. La rivista è venduta anche in digitale, in formato PDF, e siamo attualmente al numero 7.

MYAU Zine

Questa, invece, è tra le mie ultime scoperte: MYAU è una zine che propone di volta in volta un tema che viene elaborato tramite illustrazioni, fumetti brevissimi e testi di vario genere: fiction, non fiction, canzoni, filastrocche e anche recensioncine. Creata nel 2015, ha cadenza semestrale e siamo attualmente al numero 7, dedicato allo spazio.

Cercherò poi di attaccare finalmente questo saggio, trovato usato al Libraccio qualche mese fa dopo un po’ di tempo che lo cercavo.

Cultura visuale di Andrea Pinotti e Antonio Somaini

Come si nota dalla foto, peraltro, ho già provveduto a piazzarlo sul cuscino di fianco al mio, che utilizzo più o meno come secondo comodino.

Come sai, ascolto anche diversi podcast. Uno di quelli che sto per recuperare è La Bussola di Carta, di un piccolo network appena nato che si chiama Produzioni Malarazza.

Logo La Bussola di Carta

Il tema è il fumetto italiano e Zanno, il padrone di casa, intervista un autore per volta. Nelle puntate finora disponibili gli ospiti sono stati Spugna, Martoz, Jacopo Starace, e Pablo Cammello, che hanno raccontato chi sono, come sono arrivati a fare quello che fanno e un po’ di curiosità sui propri lavori.

Un piccolo elenco di cose prima di congedarci

Il titolo di questa newsletter è stato preso in prestito da Quante estati, quanti inverni di Ivano Fossati (Le città di frontiera, 1983), uno dei suoi dischi che ascolto di più insieme a Panama e dintorni (1981). Ne approfitto anche dire che Plutocratica Sicumera cercherà di non chiudere i battenti per il mese di Agosto.

Sto leggendo Ali Smith, Free love, Feltrinelli 2006

Ultimamente ho visto Fleabag, stagione 2 (2019, BBC) e Good Omens (2019, BBC/Amazon Prime Video)


Grazie per avermi dedicato il tuo tempo: se la newsletter ti convince, consigliala pure ai tuoi amici!

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April, come she will, when streams are ripe and swelled with rain

Plutocratica Sicumera #7

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Ciao,
hai appena ricevuto nella tua casella mail il numero 7 di Plutocratica Sicumera, la mia newsletter dedicata al fumetto. Ti ringrazio per la fiducia e per la compagnia, se hai qualcosa da segnalarmi (o ci tieni a salutarmi) puoi rispondere direttamente a questa mail.

Incredibile! Hai notato che è passato solo un mesetto dall’ultimo numero che ho inviato? Starò mettendo la testa a posto? Chi può dirlo; nel frattempo meglio godersi il momento.

Anzi, approfitto della tua attenzione ancora alta per un piccolo avviso: come tutti i servizi di mailing list, Plutocratica Sicumera è dotata di un archivio dei numeri precedenti che però non è del tutto pubblico. Condividerli poco per volta è una mia scelta e quando qualcuno si iscrive mi piace prendermi la briga di inviare i numeri precedenti: è come se fosse una sorta di gentilezza, per farti capire che c’è qualcuno dietro a cui interessa il fatto che tu ti sia iscritto. In ogni caso, l’archivio è qui: con l’invio del #7 renderò disponibile il #2.

Esaurite le comunicazioni di servizio, una domanda fondamentale: come stai? Tra lo scorso numero e questo si sono susseguiti moltissimi appuntamenti: ho compiuto 30 anni, c’è stato il Cartoomics, c’è stato Book Pride, c’è stato Bricòla al WOW Spazio Fumetto, c’è stata la Bologna Children’s Book Fair, c’è stata la prima edizione di Filler Women Edition alla Santeria Social Club, due puntate di Tizzoni d’inferno registrate. Marzo è andato via così, intenso e un po’ frettoloso.

Com’è andato il Cartoomics?
Il Cartoomics in sé è andato via piuttosto liscio, il comunicato stampa diramato nei giorni seguenti riportava 103.000 visitatori, più dell’anno scorso. Non so in quanti avranno notato, poi, l’assenza di Feltrinelli Comics: il forfait dell’ultimo minuto è stato causato dal fatto che le copie dei fumetti non sono mai partite né alla volta della fiera, né tantomeno verso le librerie, a causa dello sciopero dei lavoratori ai magazzini CEVA di Stradella, luogo in cui sono stoccati praticamente tre quarti dei libri prodotti dall’editoria italiana, essendo i magazzini proprietà di Messaggerie Libri (eviterò di addentrarmi in un discorso sulla distribuzione libraria).
Mi è un po’ dispiaciuto perché avrei voluto incontrare le autrici di Post Pink, ma mi sono in parte rifatta incontrando Sara Pavan al Bricòla, mentre Elisabetta Sedda, curatrice del volume, è stata ospite dell’ultima puntata di Tizzoni d’inferno.

Detto questo, io sono riuscita a chiacchierare con tutte le persone che ero curiosa di conoscere e a comprare più o meno tutto quello che mi interessava, tra cui anche qualcosa a metà prezzo e il numero 1 di Nonzi. Fumetti altrimenti negati, una rivista antologica di inizi anni 2000 durata sì e no quattro numeri.

La rivista Nonzi - Fumetti altrimenti negati

Come sono andati Bricòla e Filler Women Edition?
Il piccolo Bricòla dà sempre soddisfazioni e, dopo averlo zompato l’anno scorso, sono molto contenta di aver partecipato all’edizione di quest’anno. Ho ascoltato con molto piacere il panel sull’autoproduzione, con Michele Ginevra, Sara Pavan e Marco Teatro, moderati tra l’altro da Matteo Contin di Duluth Comics, che seguo moltissimo sul fronte del fumetto indipendente. Ho ovviamente fatto qualche acquisto sparso, quindi ecco alcune delle cose secondo me più interessanti come Shokuji no Hennkei di Lök Zine, un leporello in stampa risografica in cui otto disegnatori hanno incrociato divinità scintoiste e ricettario nipponico:

Shokuji no Hennkei di LökZine fronteShokuji no Hennkei di LökZine aperto

Questo qui sotto, invece, è Čapek, Rivista di amenità e vita campestre, un nuovo progetto realizzato da un po’ di gente che l’autoproduzione la bazzica alquanto: Hurrican Ivan, Marcello Baraghini di Strade Bianche (ex-Stampa Alternativa), la rivista autoprodotta PUCK!, Tommy Gun Moretti del collettivo Uomini nudi che corrono, Nicola Feninno di CTRL Magazine e AFA - Autoproduzioni Fichissime Anderground.

Čapek n° 1, copertinaČapek n°1, interno

Čapek si può sia acquistare, decidendo tu il prezzo, sia leggere online. Se gravitate attorno a Milano, il 2 Maggio si terrà una presentazione alla LibrOsteria di Via Cesare Cesariano.

Anche la prima edizione di Filler Women Edition è stata carina: la piccola manifestazione nasce già di per sé incentrata sul DIY e l’autoproduzione a tutto tondo; io di mio ho potuto portarmi a casa il terzo numero della zine di TUTTE Collective, collettivo indipendente di illustratrici fondato nel 2017, e i numeri finora usciti di Chicks, fanzine di mitologia femminista.

Com’è andata la Bologna Children’s Book Fair?
Giusto il tempo di parcheggiare sulla scrivania i miei acquisti del Cartoomics e del Bricòla che sono dovuta partire alla volta di Bologna per la Fiera del Libro per Ragazzi. È la terza edizione che vivo dall’interno e finora mi è sembrata la migliore, per molti motivi che vanno anche al di là della sfera professionale. Il momento più emozionante è stato vedere Sarah Mazzetti, già selezionata per la Mostra Illustratori di quest’anno, vincere il Premio Internazionale d’Illustrazione Bologna Children’s Book Fair - Fundación SM.

Sarah Mazzetti, vincitrice del Premio BCBF Fundación SM 2019

La Fiera di Bologna è diversa da tutte le altre manifestazioni editoriali a cui siamo generalmente abituati: è dedicata esclusivamente ai professionisti (editori ben precisi, illustratori, traduttori, agenti letterari, librai e bibliotecari per ragazzi), ci sono molte selezioni e premi perlopiù oscuri a chi è fuori dal segmento editoriale dei libri per ragazzi. Il premio in questione viene assegnato dalla Fiera e dall’editore spagnolo SM a un illustratore scelto tra i più di 70 che ogni anno vengono selezionati per comporre la Mostra Illustratori, selezione a cui quest’anno Sarah aveva partecipato con le tavole de I gioielli di Elsa. Per un illustratore essere nella selezione finale della Mostra è già di per sé una vittoria, perché sono tavole che poi gireranno il mondo per alcuni anni venendo esposte in moltissimi paesi, occidentali e orientali.

Sarah adesso ha un anno di tempo (e un assegno in denaro) per realizzare un albo illustrato che verrà presentato in Fiera il prossimo anno, con tanto di mostra personale dedicata.

Ci sarebbe da riflettere anche sul significato dell’assegnazione di questo premio, che resta fondamentalmente un riconoscimento per l’illustrazione, alle tavole di un’opera a fumetti. Penso che, da un lato, c’entri l’apertura della Children’s Book Fair al fumetto per bambini e ragazzi, di cui ci si occuperà l’anno prossimo.

Fumetto per bambini e ragazzi a BCBF20

Correre di qua e di là per i padiglioni non mi ha però impedito di fermarmi a osservare cose interessanti e fare qualche acquisto, come i due numeri di Pelo Magazine, rivista di illustrazione creata da un gruppo di studenti dell’ISIA di Urbino:

Pelo Magazine, n° 2 e 3

E Nuno salva la luna di Marino Neri, nuovo volume della collana di fumetto per bambini di Canicola, la stessa per cui sono usciti La mela mascherata di Martoz, I gioielli di Elsa di Sarah Mazzetti e Io sono Mare di Cristina Portolano:

Marino Neri, Nuno salva la lunaNuno salva la luna con dedica di Marino Neri

Plutocratica Ammenda, una rubrica di scuse
E a proposito di Sarah Mazzetti: nello scorso numero della newsletter, inaugurando la rubrichetta Plutocratico Occhio di Falco, scrivevo che era responsabile della nuova visual di Mailchimp. Ecco, mi tocca fare un mezzo passo indietro perché le immagini in questione non erano opera sua, ma di qualcuno con un tratto talmente simile che in realtà sfido un po’ tutti a non farsi trarre in inganno. Le illustrazioni sono infatti di Franz Lang, illustratrice italiana basata a Londra, che tra le altre cose ha illustrato anche la copertina dell’ultimo numero della rivista letteraria The Florentine Literary Review:

The FLR #4

Questa copertina è un ottimo esempio per farti notare come gli stili siano fin troppo simili: nella scelta di come ritrarre i corpi, nella scelta dei colori, probabilmente anche nella strumentazione di disegno utilizzata. Se vuoi vedere qualcos’altro, ti invito a dare un’occhiata al suo profilo Instagram.

Torno però allo scopo della rubrichetta, ovvero segnalare l’incursione di fumettisti e illustratori su copertine di libri, dischi, locandine di film, etc. L’artista che propongo oggi ha l’identità un po’ avvolta nel mistero, ma il suo tratto è decisamente inequivocabile: lei è MP5 e, oltre a fumetto e illustrazione, si occupa anche di animazione, street art e installazioni artistiche. L’ho scelta perché ha realizzato la locandina dell’edizione 2019 del Salone del Libro di Torino, che si terrà dal 9 al 13 Maggio:

MP5 per il Salone del Libro di Torino 2019

Ti stai chiedendo dove l’hai già vista? Ti do non uno, bensì due indizi. Il primo è la copertina del podcast Morgana condotto da Michela Murgia per la piattaforma storielibere.fm:

MP5 per il podcast Morgana

Il secondo indizio, soprattutto se, come spero, ti interessi alla sorte dei movimenti femministi in Italia, è la visual del movimento Non una di meno:

MP5 per Non una di meno

Plutocratico Osservatorio, ovvero va’ come guardo l’autoproduzione
Dopo averla annunciata, finalmente anche questa rubrichetta entra un po’ nel vivo. Per la prima puntata ho voluto partire a bomba lanciandomi di testa verso il fumetto polacco. Sì, hai capito bene.

Hai presente quella strana coincidenza per cui non incroci mai una determinata cosa o persona per anni e poi, a distanza di pochissimo tempo, ti ci imbatti in continuazione? Ecco, con klub zin è andata più o meno in questo modo: non ricordo come ci sono arrivata, ma ricordo che, subito dopo averne scoperto l’esistenza, per giorni mi sono ritrovata il titolo di questa rivista polacca di fumetti un po’ ovunque, tra i siti, le pagine e gli shop che sono solita frequentare quando si tratta di fumetto autoprodotto.

klub zin #1

Non ero riuscita a partecipare per un soffio al crowdfunding organizzato per il #3, che comprendeva nel roster anche tavole di Martoz e Fabio Tonetto. Il progetto, però, mi aveva ormai catturata, anche perché dai, chi aveva mai sentito parlare di fumetto polacco? Le ragioni potevano essere due: o sono particolarmente ignorante, oppure effettivamente - e qui passami l’uso improprio di tutta questa terminologia - il “mercato” polacco semplicemente sviluppava la propria offerta in modo non ufficiale. Ho pensato di rivolgere questa domanda direttamente ad Anna, fondatrice e direttrice editoriale di klub zin.

Anna, klub zin

Ti va di raccontarmi com’è nato klub zin? Perché hai deciso di fondarlo?

In generale, l’arte è uno dei miei hobby da sempre. Ho fondato klub zin più per me stessa, volevo semplicemente leggere più cose prodotte dagli artisti che mi piacevano. In Polonia la scena del fumetto era decisamente piccola e non mi piaceva quasi nulla di quello che veniva pubblicato, perciò ho deciso di fare qualcosa per conto mio.
È stato tutto possibile anche grazie al mio amico Jakub, che pubblicava già da qualche tempo una zine intitolata Mydło, sapevo che sarei riuscita fare qualcosa di simile e, in caso di problemi, chiedergli aiuto. Pubblicare è molto divertente e nemmeno troppo difficoltoso se sei in grado di organizzare un piano e seguirlo, consiglio a tutti di provare! È davvero interessante vedere (avere a che fare) con i vari tipi di libri e zine che ci sono in giro. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare.

Sapresti dirmi qualcosa sul mercato e la produzione polacca? Vengono pubblicati più autori autoctoni o stranieri?

Non saprei, a dire il vero, penso più stranieri. Il fumetto più famoso, però, è Thorgal di Jean Van Hamme e Grzegorz Rosinski.

L’intervista completa è qui, fammi sapere cosa ne pensi!

E, restando sull’autoproduzione, voglio chiudere la rubrichetta di questo numero con un progetto lanciato dai ragazzi di Amianto Comics, che avevo avuto modo di conoscere durante il Cartoomics.

Anteprima di Bolide, Amianto ComicsAnteprima di Bolide, striscia di NOVA

Potrei spiegare l’idea dietro BOLIDE in questo modo: sette fumettisti contemporanei alle prese con il fumetto di genere, in formato striscia. Gli artisti prescelti sono tutti bravissimi: Spugna, NOVA, Francesco Guarnaccia, Taddei e Angelini, Vincenzo Filosa, Tuono Pettinato e Almafè (cioè Alessandro Benassi, Matteo Polloni e Federico Galeotti di Amianto stessa) con Federico Fabbri. Il progetto sarà finanziato tramite crowdfunding con la piattaforma Indiegogo, il traguardo da raggiungere è di 4.500 euro. Se la cifra verrà superata, spunterà un ottavo autore non svelato che disegnerà una striscia bonus. Il crowdfunding sarà attivo dal 6 Maggio e durerà un mese, vi consiglio di seguire i social di Amianto per restare aggiornati.

Un piccolo elenco di cose prima di congedarci

  • Conosci Senza Rossetto? È un progetto sui femminismi a cura delle super Giulia Cuter e Giulia Perona, composto da un podcast e una newsletter che, ogni due settimane, approfondisce un argomento, sempre legato al femminismo, alle donne e alle questioni di genere, attraverso interviste, articoli e non solo. Le Giulie mi avevano chiesto di scrivere qualcosa relativo al fumetto e questo è il risultato. Ovviamente, l’invito è a iscrivervi e sostenere Senza Rossetto, senza se e senza ma!

  • E a proposito di donne e fumetto, Marina Pierri ha intervistato per SPNS Josephine Yole Signorelli, alias Fumettibrutti, con le foto bellissime scattate da Gabriele Ferraresi;

  • Si concluderà domani il secondo appuntamento più importante dell’anno editoriale fumettistico, il Comicon di Napoli. Non mi era mai capitato di dirlo prima, ma nel caso ancora non lo sapessi, da questa edizione Matteo Stefanelli ne è il direttore artistico. A parte i vari fumetti presentati in anteprima, mi aveva incuriosita la notizia del lancio di Comicon Plus, un magazine dedicato alla cultura pop che promette approfondimenti su fumetto, serie TV, cinema d’animazione e cine-comics, videogiochi, e altro. Non mi è ancora chiaro se il magazine sarà in vendita anche nelle fumetterie. I vincitori dei Premi Micheluzzi 2019, invece, saranno svelati Sabato 27 Aprile dalle 19.30, quindi, rispetto al momento in cui scrivo, stasera. Gli unici finora già assegnati sono il Premio alla Carriera, andato a Giovanni Ticci, e il Premio “Nuove Strade” aggiudicato da Eliana Albertini, tra le fondatrici del collettivo Blanca, che comprendeva Irene Coletto, Noemi Vola e Martina Tonello;

  • Con un modello che richiama il Lucca Comics e il BORDA! Fest, domani sarà anche l’ultimo giorno della terza edizione di UE’ Fest - Underground Eccetera, la manifestazione napoletana parallela al Comicon dedicato alle autoproduzioni e al fumetto indipendente;

  • Il Comune di Milano e ATM realizzano da tempo un’iniziativa intitolata Milano da Leggere, in cui mettono gratuitamente a disposizione una serie di libri in ebook dedicati o ambientati in città. La nuova edizione, che sarà attiva dal 19 Aprile al 30 Giugno, è completamente dedicata al fumetto con titoli di Astorina, BAO Publishing, BeccoGiallo, Coconino Press, ComicOut, Renoir e Bonelli;

  • Se leggi l’inglese, The Comics Journal, una delle principali riviste di critica fumettistica statunitensi, ha fatto una lunga intervista a Michele Nitri, il fondatore di Hollow Press;

  • Come accennavo quando parlavo di MP5, dal 9 al 13 Maggio ci sarà anche il Salone del Libro di Torino, durante il quale si terrà la conferenza stampa ufficiale del Lucca Comics 2019 (prevista per Venerdì 10 Maggio alle 11.30). Il prossimo numero lo invierò sicuramente dopo e nel frattempo Plutocratica Sicumera compierà praticamente due anni di esistenza: come vola il tempo quando non si inviano le newsletter, eh?

  • Dal 17 al 19 Maggio, a Milano, torna anche la quarta edizione di AFA - Autoproduzioni Fichissime Anderground, che quest’anno abbandona il Leoncavallo per trasferirsi al Macao;

  • Ero una grande ascoltatrice di podcast anche molto prima di essere coinvolta in Tizzoni d’inferno. Ce n’è uno in particolare tra quelli che seguo che si intitola 99% invisible ed è incentrato su tutta l’architettura e tutto il design che fanno parte della nostra vita e che però fondamentalmente non vediamo. Per esempio, anche cose come gli effetti sonori di certi cartoni animati, argomento della puntata 345;

  • Durante il Bricòla ho incontrato l’amico Andrea Bramini de Lo Spazio Bianco mentre era intento a intervistare Lorenzo Palloni. L’intervista è uscita ed è qui!

  • Su Spazio B, il blog di ADD Editore, Giulia Fuisanto racconta Zanna Dura, un laboratorio di Torino in cui si realizzano fanzine, stampe serigrafiche, incisioni e molto altro. In una mia recente sortita torinese, ho potuto conoscere Eugenio e André, due delle quattro anime di questo luogo che personalmente non vedo l’ora di visitare.

Il titolo di questa newsletter è stato preso in prestito da April Come She Will di Simon & Garfunkel (Sound of Silence, 1966), una di quelle canzoni che per me è impossibile non rievocare quando arriva Aprile, mese che peraltro odio. Se ti va di rievocarla con me, quale miglior modo se non la scena de Il laureato in cui è presente la canzone? E, soprattutto: che film meraviglioso è Il laureato?

Sto leggendo Kristen Roupenian, Cat Person, Einaudi 2019

Ultimamente ho (ri)visto Twin Peaks, stagione 1 e 2


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Per avere disciplina ci vuole troppa volontà

Plutocratica Sicumera #6

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Ciao,
hai appena ricevuto nella tua casella mail il numero 6 di Plutocratica Sicumera, la mia newsletter dedicata al fumetto. Ti ringrazio per la fiducia e per la compagnia, se hai qualcosa da segnalarmi (o ci tieni a salutarmi) puoi rispondere direttamente a questa mail.

Eri già pronto a etichettare Plutocratica Sicumera come l’ennesimo progetto naufragato dopo qualche mese, vero? Non avresti tutti i torti, d’altronde, e io non ho nemmeno delle scuse particolarmente sensate o innovative per giustificare questo periodo di silenzio. Anzi, arrivata a 30 anni, posso ammettere senza particolare vergogna quella che è una mia caratteristica: ho una pessima gestione delle mie energie e della mia creatività. Unisci tutto al fatto che sono in grado di cambiare idea più o meno ogni settimana, spesso anche durante la stesura stessa di un numero che sembrava assodato: motivo per il quale non hai ricevuto questa mail a Settembre, come avevo programmato, ma a Marzo.

Settembre is the new Capodanno
Durante la mia travagliata adolescenza vissuta in provincia, la mia personalissima santa trinità era composta da Battiato, Gaber e Guccini. Ero molto convinta che mi stessero insegnando la vita anche se, come sempre succede, con il passare del tempo è stata la vita stessa a spiegarmi le loro canzoni. Nell’album Radici di Guccini c’è anche la Canzone dei dodici mesi:

Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età
dopo l’Estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità

Arriva Settembre e il ripensamento costante che pratico su me stessa mi rende una molla pronta a scattare verso qualsiasi cosa che sia nuovo. Nel Settembre 2017 ho traslocato, avvicinandomi ai Navigli e inaugurando la stagione felice delle bollicine a Il Secco. Ho iniziato a frequentarlo anche per il motivo che sai, se mi segui dall’inizio: ogni mese da un anno si è registrato Tizzoni d’inferno, il podcast di Querty sul fumetto condotto da Tito Faraci e Matteo Scandolin. Ti raccontavo nel precedente numero che proprio Plutocratica Sicumera aveva avuto il suo momento di gloria durante la puntata 60, in cui cercavo malamente di spiegare cos’era e chi ero. C’è che poi, rimani a bere oggi, rimani a bere domani, i ragazzi di Querty hanno pensato che fossi la persona giusta per affiancare Faraci e Scandolin nella conduzione di Tizzoni. Sì, hai capito bene: da Settembre, dietro a quei microfoni c’è anche la mia erre moscia e per il momento sembra che nessuno ci abbiamo ripensato.

Il ritorno delle Plutocratiche Interviste
Sempre riferendomi allo scorso numero (il #5, per capirci), sai che Plutocratica Sicumera è ora dotata di un piccolo sito in cui raccogliere contenuti più o meno lunghi: l’idea principale che mi muoveva era la possibilità di inventare degli speciali da dedicare a realtà e autori che apprezzavo. Ho quindi stilato una super lista di argomenti, in mezzo alla quale figurava anche Martoz, che mi piaceva molto e che avevo conosciuto di persona, dandogli finalmente un volto e una fisicità, durante l’ultima edizione della Bologna Children’s Book Fair.
Un po’ di mesi fa, poi, incappo nell’annuncio editoriale di un fumetto disegnato da Martoz e sceneggiato da Lorenzo Palloni, altro nome che stavo seguendo con interesse soprattutto attraverso il collettivo Mammaiuto (di cui fa parte anche Francesco Guarnaccia). Il fumetto è Instantly Elsewhere, uscito per Shockdom a fine Ottobre.
È andata poi che ho davvero invitato Lorenzo Palloni e Martoz a Tizzoni d’inferno e loro hanno accettato: durante la puntata #70 del podcast hanno potuto raccontare una parte della genesi di Instantly Elsewhere, ma io, logorroica come al solito, avevo talmente tante curiosità da chiedergli che ho deciso di approfondire e il risultato è una doppia intervista, molto divertente.

Lorenzo Palloni, Martoz, Francesco Guarnaccia e Tito Faraci ai microfoni di Tizzoni d'inferno #70

Martoz, quanto ci hai messo a disegnare 200 tavole di fumetto?

Lorenzo Palloni: Troppo. (Scherzo ❤️)

Martoz: È difficile quantificare il tempo di gestazione di un’opera che è partita anni fa e ha avuto un percorso travagliato. C’è stato il passaggio di Spaceman, con il crowdfunding e poi la ricerca di un nuovo editore. Potremmo dire, in maniera generica, che la realizzazione delle tavole ha richiesto qualche mese e siamo soliti dire che il fumetto è il risultato di un anno di lavoro.

A proposito del colore: com’è che tu, Martoz, solitamente imposti il suo lavoro? In questo caso, hai utilizzato dei codici colore in base a emozioni e/o momenti, oppure hai visto le tavole finite e hai detto: «ma ‘sta tavola è meglio gialla e verde anziché rosa e blu»?

LP: Con questa domanda ti sei infilata in un ginepraio, sappilo…

M: La risposta migliore è semplicemente: ci metto un sacco a colorare.
Passo molto tempo a cambiare colori fino a quando l’equilibrio del totale mi convince, è un discorso molto complesso... I colori aiutano a comprendere la successione delle scene, la percezione dei luoghi, il significato emotivo degli avvenimenti e così via. Certe volte mi vedo costretto a usare colori “brutti” per arrivare a un certo risultato. All’inizio è stata una prova di coraggio, poi ho capito quanto è importante.

L’intervista completa è qui, a cui ovviamente ti consiglio di aggiungere l’ascolto della relativa puntata di Tizzoni d’inferno!

Come ti sciorino plutocraticamente una serie di piccole rubriche perfette per questa newsletter
Qui ogni giorno mi giro e c’è un’idea nuova, non aver mandato la newsletter per qualche tempo è servito solo ad accumularle. Oggi, per esempio, posso finalmente dare il via a due nuove piccole rubriche che avevo in mente da un po’ e che spero ti piacciano.

Plutocratico Osservatorio, ovvero va’ come guardo l’autoproduzione
Comincio con l’annunciarti un nuovo piccolo spazio dedicato alle autoproduzioni e al fumetto underground: la rubrica riguarderà sia la newsletter, che il sito, con una declinazione dei contenuti leggermente differente. Questa volta mi limito solo ad annunciare la rubrica, ma sappi che sono già in preparazione un paio di cose a cui tengo particolarmente, per cui tieniti pronto.

Ripensando agli scorsi numeri, mi sono resa conto di come non sia mai saltato fuori questo argomento, eppure sono da molto tempo un’appassionata di autoproduzioni, riviste (anche letterarie) e zine. Ho iniziato a interessarmene durante primissimi mesi di Università, all’epoca mi era sembrato un buon modo per provare a mettere un piede nell’editoria creando qualcosa che fosse personale e coerente alle proprie idee (del periodo). Oggi, dopo ormai quasi dieci anni di editoria cosiddetta mainstream, la passione è rimasta come momento personale di scoperta, completamente slegato dalle logiche commerciali del mercato.

Plutocratico Occhio di Falco, ovvero chi cacchio mi ricorda questo
Mi capita spesso, soprattutto per piacere ma anche per lavoro, di imbattermi in illustrazioni per copertine di libri, dischi o podcast, locandine di film, manifestini di eventi, visual di prodotti, etc e riconoscere l’artista che ha realizzato il tutto. Ogni tanto, poi, sono solita riportare queste scoperte sul mio account Twitter o Instagram per pura informazione. Mentre ero in ufficio intenta a spostare scrivanie, monitor e mobili vari per un piccolo trasloco interno, ho avuto un’illuminazione (o un’idea inutile, chi può dirlo): perché non integrare qui questo esercizio di plutocratico sapere?

Eccoti quindi la proposta di oggi: se utilizzi Mailchimp, il servizio di newsletter di cui anche Tinyletter fa parte, ti sarai accorto che ultimamente sono cambiate un po’ di cose in termini di visual identity; il logo è stato ridisegnato e sono stati aggiunti molti elementi illustrati nelle varie pagine. Questi, ad esempio:
Non ti sembra di riconoscere la mano della bravissima Sarah Mazzetti? Illustratrice bolognese, autrice de I gioielli di Elsa, uscito alla fine del 2017 per Canicola Edizioni, vincitrice a Treviso del Premio Boscarato nella categoria Miglior Fumetto per bambini/ragazzi (a pari merito con Gaia Cardinali), vincitrice a Lucca del Gran Guinigi nella categoria Miglior Fumetto breve, nonché selezionata per la Mostra Illustratori di quest’anno della Bologna Children’s Book Fair.

Plutocratici Appuntamenti: Cartoomics 2019
A Milano, dall’8 al 10 Marzo, si terrà il Cartoomics, l’unica fiera del fumetto che di solito frequento perché, essendo già sul posto, rientra nel mio budget. Mi troverai in varie forme: in giro per prendere appunti, in giro per cavoli miei a spendere in fumetti i soldi che dovrei risparmiare, oppure in giro per registrare la nuova puntata di Tizzoni d’inferno.
Il Cartoomics non è minimamente paragonabile al Lucca Comics o il Comicon di Napoli, purtroppo forse nemmeno a manifestazioni più contenute come il Treviso Comic Book Festival; si sta però pian piano riprendendo e, dopo una decina di anni di deserto da parte degli editori stessi di fumetto, finalmente cominciano a venir proposti volumi in anteprima, piccoli panel di presentazione dei calendari editoriali, oltre che l’istituzione, nel 2016, del Premio Cartoomics (te ne parlavo già nel numero #4, ricordi?). L’edizione 2019, tra l’altro, vedrà questo riconoscimento assegnato a Ivo Milazzo, ideatore di Ken Parker.

Una delle novità fondamentali di quest’anno è che il 7 Marzo, quindi il giorno prima dell’apertura, si terrà per la prima volta un convegno che potrei definire “editoriale”: si intitola Oltre le Nuvole e l’intenzione è quella di analizzare e sviscerare qualche trend e dato di vendita, mettendo il fumetto in relazione con le altre forme d’arte che più in questi ultimi anni gli sono state vicine.

Qui e là, poi, ci sono uscite interessanti; per quel che mi riguarda, queste sono le cose su cui mi lancerò davvero con sicumera, ovvero:

  • La seconda parte di Kids with Guns di Capitan Artiglio (BAO Publishing), presentato anche quest’anno con una copertina regular e una variant. Dopo un attento esame, e nonostante avessi acquistato il primo volume in versione variant, ho deciso che a questo giro mi piace molto di più la regular:

    Kids with Guns 2, copertina regular

    Capitan Artiglio, insieme ad AlbHey Longo e Àlvaro Ortiz, sarà protagonista di una divertente sfida di live drawing Sabato 9 Marzo dalle 15.30;

  • Lo stand di Feltrinelli Comics, in un vero e proprio battesimo del Cartoomics. Le novità presentate sono due, Bernardo Cavallino di Labadessa, ma soprattutto Post Pink. Antologia di fumetto femminista, che ha una copertina secondo me meravigliosa:

    Post Pink. Antologia di fumetto femminista

    L’antologia è a cura di Elisabetta Sedda e le autrici proposte mi piacciono moltissimo. Verrà presentata Domenica 10 Marzo alle 13.30 e le autrici saranno più o meno tutte presenti allo stand insieme ai colleghi che hanno firmato gli altri volumi della collana;

  • La nuova edizione di Skim pubblicata da Edizioni BD. Questo è il fumetto con cui le cugine giappo-canadesi Jillian e Mariko Tamaki (autrici, tra l’altro, di E la chiamano Estate, che avevo già consigliato come lettura estiva, appunto) hanno debuttato nel 2008:

    Skim di Jillian e Mariko Tamaki

    L’edizione BD del 2011 era ormai un po’ difficile da recuperare, oltre al fatto che, secondo me, si tratta di un titolo che in questo particolare momento storico potrebbe incontrare maggior fortuna rispetto a quando era stato lanciato otto anni fa;

  • L’Area Self, che al Cartoomics non dà molte soddisfazioni: la poca qualità presente di solito finisce sepolta dallo scarso talento di wannabe fumettisti e collettivi di ex-studenti. Quest’anno, però, oltre a fare un giro per gli stand di Attaccapanni Press e Gli Ultracani, ne approfitterò per prendere in anteprima il n° 8 di Amianto Comics, realizzato in collaborazione con Astorina:

    Amianto Comics n° 8

    Questo numero verrà presentato anche in versione limitata con una copertina variant in bianco e nero, ma non ho ancora deciso quale dei due prenderò.

Gli ospiti attesi per questa edizione della fiera sono diversi, ovviamente non si tratta di nomi così forti da smuovere folle oceaniche: Sabato 9 Marzo alle 16 c’è però Max Bunker a festeggiare i 50 anni di Alan Ford, mentre Domenica 10 alle 14, come anticipavo, a Ivo Milazzo verrà consegnato il Premio Cartoomics Artists Award. Ci sono inoltre un paio di iniziative Disney per celebrare i 90 anni di Minni (che li ha fatti insieme a Topolino, ma a quanto pare è passato un po’ di mente a tutti) con relatori Roberto Gagnor e Claudio Sciarrone. C’è poi lo stand di una nuova casa editrice, Acme Comics, e credo che questo sia il suo debutto in una fiera.

Un piccolo elenco di cose prima di congedarci

Il titolo di questa newsletter è stato preso in prestito da Tramonto Occidentale di Franco Battiato (Orizzonti perduti, 1983) e mi sembra ovvio che l’abbia utilizzato solo per prendermi un po’ in giro.

Sto leggendo Marco Missiroli, Fedeltà, Einaudi 2019 e Mirko Capozzoli, Gian Maria Volonté, ADD 2018

Ultimamente ho visto Sex Education, stagione 1, Netflix


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Un anno di Plutocratica Sicumera

Plutocratica Sicumera #5

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Ciao,
hai appena ricevuto nella tua casella mail il numero cinque di Plutocratica Sicumera, una newsletter completamente dedicata al fumetto. Se ti sei iscritto, lo hai fatto perché probabilmente ci conosciamo, oppure mi segui su Twitter e Instagram e hai trovato interessante questa iniziativa. Ti ringrazio per la fiducia e per la compagnia, se hai qualcosa da segnalarmi (o ci tieni a salutarmi) puoi rispondere direttamente a questa mail.

Ebbene, so cosa stai pensando: la cadenza mensile si è già andata a far benedire. Se sei un po’ arrabbiato non ti biasimo, ma come nelle migliori tradizioni ho una spiegazione molto valida. Sempre se hai voglia di starla a sentire, ovviamente.

Metti su l’acqua per un bel tè, oppure un caffè. Siediti: come hai passato questi cinque mesi? Sì, sono passati già cinque mesi, per alcune persone è un tempo lungo abbastanza per cambiare abitudini, città, lavoro, vita, insomma. Mi piacerebbe stare qui a dirti che non è il mio caso, che di solito sono più lenta perché rimugino e ripenso e ragiono, ma la realtà è che poi i cambiamenti più importanti della mia esistenza sono avvenuti tutti nel giro di poco, come un mawashi geri tirato durante un allenamento che non difendi perché sei distratto e perché tanto ti stai solo allenando, salvo poi arrivarti dritto in faccia.

Maggio è uno dei miei mesi preferiti, con buona pace degli amici costretti a passare cinque giorni chiusi nel Lingotto per il Salone del Libro di Torino. Mi piace perché è un mese anticamera dell’Estate: le giornate a Milano sono perlopiù belle e caldine, ma non afose. Si può mangiare fuori la sera, si può iniziare a lasciare le finestre aperte di notte, tutto è fiorito. Posso mettere i mocassini senza sentire né più freddo, né ancora caldo ai piedi.

Nel Maggio dell’anno scorso, proprio durante i giorni del Salone, prendeva forma Plutocratica Sicumera e per festeggiare il primo anno di esistenza, nonostante i numeri inviati siano stati meno di quelli che avevo previsto, ho deciso di regalarmi (e regalarti) un upgrade.
Ebbene sì, Plutocratica Sicumera ha iniziato lo sviluppo da semplice newsletter a progetto più articolato e oggi diventa un sito.

Quando un anno fa ho dato il via alla newsletter ricorderai forse i motivi che mi avevano spinta a farlo. Avevo bene in mente ciò che non volevo che diventasse, ovvero un bollettino di recensioni sulle mie letture, perché tra portali dedicati al fumetto che coprono ogni uscita e canali YouTube il rischio di dispersione era altissimo. Sono partita strutturandola molto poco perché serviva che mi si adattasse di volta in volta; poi però mi sono resa conto che per alcune idee che avevo avuto nel frattempo non era più lo strumento che volevo.

Ok, arriviamo al sodo: la newsletter di Plutocratica Sicumera sta per morire?
Ma assolutamente no! Si tratta di un semplice avanzamento di livello che prima o poi sarebbe in qualche modo arrivato: come spiegavo, le idee che ho sono molte e non possono convergere tutte all’interno di una newsletter. D’altronde, il mio lavoro nella vita fuori dall’Internet (quello per cui percepisco uno stipendio, insomma), consiste anche nel trovare il modo più adatto per comunicare un particolare contenuto: per me è quindi un processo naturale applicare questa metodologia ad altre cose.

Quindi la newsletter di Plutocratica Sicumera diventerà un contenitore di cose presenti sul sito?
No. Nel progetto che ho in mente, la newsletter continuerà ad avere dei contenuti differenziati, per un motivo anche molto pratico di gestione delle risorse a mia disposizione: scrivere una recensione, fare un’intervista (che sia quanto meno interessante per chi la legge) o documentarsi per un approfondimento richiede tempo, impegno, dedizione e sì, anche una parte di soldini. Può succedere che qualcosa a cui avrei voluto dare molto più spazio debba adattarsi alla newsletter, mentre altre volte succederà il contrario, che il contenuto che ho in mente non sia adatto alla forma sito/blog. Poi, a me piace sperimentare e, ancor di più, vedere i risultati!

Ok, mi hai convinto, però il sito mi sembra un po’ spoglio
Una sistematina qua e là, soprattutto dal punto di vista grafico, è necessaria. Ovviamente, non essendo il mio mestiere, ho scelto un layout già esistente che mi sembrava funzionale a ciò che avevo in mente. Non ho intenzione di farlo diventare alla stregua di un portale, colorato e multifunzione: per il momento mi interessa solo avere un posto facilmente accessibile su cui riversare contenuti molto lunghi e articolati. Io la vedo un po’ come se fosse una casa in cui mi sto per trasferire: solo cominciandola a vivere (e riempiendola di minchiate) gli spazi mi si adatteranno.

Ma torniamo a parlare di fumetto
Ci siamo lasciati alle spalle un 2017 di grande fermento, fatto di annunci e ingressi, nell’editoria del fumetto, anche di editori inaspettati: l’anno zero italiano è arrivato e noi, appassionati e professionisti del rimugino, non ci siamo fatti mancare occasione per nuove speculazioni. A inizio anno, in particolare, Matteo Stefanelli aveva scritto per Fumettologica un lungo editoriale in proposito: potevo perdermelo? Assolutamente no, ti dico solo che ho stampato l’articolo e l’ho riempito di glosse; con un po’ di training sulla mia convinzione, ho deciso di non tenere per me queste considerazioni e inviare a Stefanelli tre domande su temi che non mi pareva fossero stati toccati nell’editoriale.
Attenzione! Le domande sono lunghissime! Ovviamente, funziona tutto meglio se leggi (o rileggi) prima l’articolo su Fumettologica.

La prima è una domanda che mi sono posta pensando al sistema di distribuzione in Italia. Se la definizione di editore di fumetto è destinata a svuotarsi e se davvero nel suo futuro prossimo c’è la libreria di varia, mi chiedo: quale sarà il futuro della fumetteria e dell’intero circuito distributivo ad hoc (tra l’altro storicamente inefficiente)?

Le fumetterie penso potrebbero rafforzarsi come librerie verticali, dotate di un’offerta a scaffale molto più ampia rispetto alle librerie di varia, dove la rotazione dei fumetti seguirà grosso modo le dinamiche dell’editoria generalista. Mantenere sempre disponibile una vasta scleta di titoli sarà ancora più importante (anche in funzione anti e-commerce), e potrebbe renderle degli one-stop-shop della categoria. Ovviamente questo a patto che le fumetterie più datate o disorganizzate si adattino a una logica da libreria, che significa anche allestimenti, rapporti di fornitura e marketing ad hoc. La concorrenza delle librerie sarà dura, penso, solo per alcune fumetterie: quelle più passive e più “parziali”. Anche il ruolo della distribuzione potrebbe cambiare perché, penso, la logica dei “distributori esclusivisti per fumetteria” potrebbe trovare concorrenza più forte da parte delle strutture integrate dei grandi gruppi editoriali. Un possibile sviluppo potrebbe persino vedere qualche acquisizione di un distributore specializzato da parte di un distributore generalista. E qualche distributore esclusivista potrebbe “saltare”, se i big della distribuzione libraria decidessero di fare offerte dirette al suo cliente/editore. Ma non è detto, in un ambito così ristretto, dove le posizioni sono ben presidiate...

Tra i vari scenari, inoltre, non essendo più il fumetto un affare per editori specializzati, ho intravisto il rischio di un appiattimento delle professionalità legate a quel tipo di redazione editoriale, che per quel che riguarda i grandi gruppi editoriali saranno figure completamente prese in prestito dalle redazioni già esistenti di narrativa, saggistica o altro. In questo modo, diventa quasi d’obbligo ricorrere all’expertise di pochi consulenti (per esempio Tito Faraci per Feltrinelli Comics, ma forse anche Igort nei confronti di La Nave di Teseo e Baldini & Castoldi) e alla fama, sul web e sui social, degli aspiranti autori, che saranno già in grado di promuovere se stessi (sollevando quindi anche l’ufficio stampa e l’area marketing di una parte del lavoro). È un mio pensiero un po’ apocalittico sul mestiere oppure pensi che possa esserci un fondamento?

Forse mescoli troppe cose insieme, o forse per risponderti avrei bisogno di più tempo!
Mettiamola così: il fumetto, in Italia, vive in una fase di professionalità dei suoi operatori che, tutto, sommato, non è ancora pienamente compiuta. La figura stessa dell’editor, per capirci, non è ancora maturata o, almeno, non lo è nella stessa misura in cui lo è nell’editoria letteraria o di varia. Il che significa che l’ingresso di redazioni extra-fumetto porterà con sé sicuramente delle ingenuità ed errori (la selezione basata sui social, ad esempio), ma anche delle opportunità di arricchimento. La formula ideale in questa fase, a mio avviso, è quella “mista”: editor letterari + consulenti fumettistici, messi a lavorare l’uno accanto all’altro. La notorietà online usata per fare scouting, però, non dimenticare che è un criterio consolidato anche nell’editoria di varia (e letteraria, persino nella saggistica), dunque fattene una ragione! ;)

L’ultima domanda deriva un po’ dal fatto che in questi anni mi sono occupata principalmente di editoria digitale: il mercato dei fumetti in ebook è infatti sempre stato lentissimo (potremmo dire quasi fermo). Questa new wave potrebbe secondo te smuovere le acque anche in questo campo, magari proprio grazie all’avvicinamento di lettori dalle abitudini librarie extra-fumettistiche, per utilizzare la tua definizione?

Sarò tranchant: nell’editoria digitale, vedo poco futuro per il fumetto italiano. Sono certo che i grandi gruppi editoriali potranno dare una spinta in più, e penso che vedremo più edizioni doppie carta + digitale. Ma non penso che sposterà molto lo scenario complessivo che, per ragioni di linguaggio e layout, per il fumetto italiano (e comunque anche per il graphic novel più in generale) non riserva grandi praterie di sviluppo... Un conto è leggere 3-4 vignette in formato landscape su un telefono; un conto è leggere 20-30 pagine su un tablet; ma per graphic novel in bianco e nero di centinaia di pagine, resto dubbioso che il futuro preveda spazi enormi.

Su quest’ultima domanda in particolare ho un breve appunto, sempre appellandomi al fatto che, avendo passato gli ultimi sette anni della mia vita nell’editoria digitale, sono un po’ di parte. Più che un appunto è una speranza: la possibilità di sovraesposizione del fumetto potrebbe portare gli editori più grandi a investire parte del proprio tempo anche nella versione digitale, eventualmente con dei progetti appositi (side project, magari per aumentare la visibilità di un autore su cui si intende puntare?) oppure lavorando con gli autori per “ridefinire” un graphic novel in base a differenti dispositivi (dando comunque per buono il fatto che la partita si giocherebbe solo ed esclusivamente su smartphone e tablet).
Forse molto dipenderà anche da come si evolverà la forma graphic novel in futuro, e qui ritorno un po’ sull’interrogativo del pezzo: il graphic novel resterà il fumetto impegnato e impegnativo, dalla elaborazione e produzione lenta? Oppure sterzerà in una direzione che lo sacrificherà sull’altare dello “smart”? D’altronde, il misunderstanding lessicale è già in corso da qualche anno e con “graphic novel” sono stati etichettati sia volumi a fumetti autoconclusivi, in formato libro e dalla foliazione superiore alle 100 pagine, sia tutta una serie di altri prodotti che un tempo avremmo tranquillamente definito “albetti”, “albi”, se non addirittura “giornalini”.

E ora un inedito direttamente dal sito nuovo di zecca
Lo scorso 20 Aprile è stato il #GuarnaDay, in onore di Francesco Guarnaccia. Se ti sembra di averlo già sentito è perché il giovanissimo autore pisano ha già provveduto a farsi un nome militando nel collettivo Mammaiuto, oltre a essersi guadagnato una menzione nell’edizione 2015 dei Gran Guinigi. Iperurania, pubblicato da BAO Publishing, segna l’esordio ufficiale sul mercato per così dire “mainstream”. Grazie a BAO ho avuto l’opportunità di leggere in anteprima l’opera e, soprattutto, di poter incontrare Francesco.

Merenda e Iperurania

I protagonisti abitano su una sorta di colonia spaziale inizialmente riservata solo agli studiosi di Iperurania, poi diventata un paese. Possiamo definirla una storia di provincia?

Assolutamente sì, infatti in una precedente stesura del fumetto c’era un momento in cui uno dei personaggi diceva quanti abitanti aveva la stazione. L’ho poi eliminato perché era troppo didascalico e non serviva a niente, però era esattamente il numero di abitanti di Pisa.

Parlami invece del tuo stile, quali sono le tue influenze?

Le più evidenti a mio avviso sono Tuono Pettinato, anche se ultimamente si nota di meno, Bryan O’Malley con il suo Scott Pilgrim, il gruppo di autori inglesi sotto l’ala della Nobrow come Luke Pearson e un certo stile di animazione, penso per esempio a Cartoon Network e prodotti come Adventure Time oppure Gravity Falls.

Queste sono due domandine che compongono l’intervista. Per leggerla tutta, ti basta approdare sul nuovissimo sito di Plutocratica Sicumera!

Presentazione "Salvezza"

Il 3 Maggio, invece, è stata la volta di Salvezza, nuovo volume di Feltrinelli Comics firmato dalla coppia siciliana Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. Devo essere molto sincera: era uno dei titoli annunciati da Feltrinelli che più mi interessavano e oggi posso dire che le aspettative sono state davvero ottimamente ripagate. Si tratta di un’opera di graphic journalism: Rizzo e Bonaccorso, infatti, lo scorso Novembre hanno passato circa tre settimane a bordo dell’Aquarius, nave appartenente alla ONG Mediterranée che si occupa del soccorso dei migranti. Hanno assistito alle operazioni di salvataggio di molti profughi provenienti perlopiù dagli stati dell’Africa meridionale, hanno parlato con queste persone, le hanno filmate, fotografate e disegnate. Il risultato è qualcosa di estremamente toccante e al tempo stesso coerente dal punto di vista formale. Non voglio dir di più perché scrivere di Salvezza in modo un po’ più articolato sarà (sarebbe) uno dei prossimi contenuti del sito.

Il quarto d’ora di gloria di Plutocratica Sicumera
I mesi successivi al trasloco sono stati un po’ affollati, però anche soddisfacenti. Per esempio, ti sei accorto che il numero dedicato ai DuckTales è finito su Fumettologica? Trovi l’articolo qui, sei ancora in tempo per recuperarlo.
E ancora, ho avuto l’onore di partecipare allo speciale che gli amici de Lo Spazio Bianco hanno dedicato ai 70 anni di Zio Paperone: ho scritto una cosina al volo sull’indimenticabile Rodolfo Cimino, non vuole essere niente di esaustivo, né di particolarmente innovativo, solo un piccolo omaggio al Paperone ciminiano.
Come se non bastasse, il quarto d’ora di gloria ha raggiunto anche l’etere con una piccola presentazione della newsletter all’interno della puntata n° 60 di Tizzoni d’inferno, il podcast dedicato al fumetto condotto da Tito Faraci e Matteo Scandolin, prodotto dalla piattaforma Querty.

Ma soprattutto, è stato inaspettato e piacevole il supporto e i complimenti che ho ricevuto in questi mesi da chi mi conosce poco o per nulla e si è iscritto perché mi ha semplicemente intercettato sui social oppure ascoltando Tizzoni. Seppure con qualche numero in meno, in un anno di vita Plutocratica Sicumera ha raggiunto uno scopo bellissimo: parlarti di fumetto nell’unico modo che conosco e so fare, e avvicinare nuove persone con cui scambiare quattro chiacchiere all’ombra della Madonnina.

Plutocratica Privacy
Venerdì 25 Maggio è entrata in vigore la GDPR (General Data Protection Regulation) che prevede regole più rigide sul trattamento dei dati personali. Te ne sarai accorto dalla mole di mail legate a informative sulla privacy ricevute in quest’ultima settimana, ma nel caso in cui fossi stato in ferie negli ultimi tre mesi, ti consigli di leggere questo articolo de Il Post per saperne di più. Voglio rassicurarti sul fatto che i dati che mi hai fornito in fase di iscrizione, cioè l’indirizzo mail a cui arriva Plutocratica Sicumera, viene utilizzato solo ed esclusivamente per far sì che questa simpatica newsletter arrivi sana e salva nella tua casella e che tu abbia qualcosa di interessante da leggere sui mezzi pubblici. Io penso che un po’ ti fidi di me, altrimenti non avresti accettato di ricevere consigli non richiesti su un argomento di cui non ti interessa, ma nel caso in cui ce l’avessi con Tinyletter, la piattaforma che mi ospita, puoi cancellarti cliccando sull’Unsubscribe che trovi in calce alla mail.

Un piccolo elenco di cose prima di congedarci

  • In questi giorni si sta tenendo a Roma l’ARF Festival e a Milano il Wired Next Fest (che ieri ha ospitato ZeroCalcare). Io non sono a nessuno dei due eventi, ma cercherò di seguire eventuali annunci dal primo, che per la quarta edizione ha messo in campo un paio di novità interessanti. Nel frattempo, Wired ha pensato bene di riprendere alcune affermazioni sul suo futuro da fumettista;

  • Sempre a proposito di ZeroCalcare, a Maggio è uscito anche il secondo volume dei dittico Macerie Prime (BAO Publishing). I due volumi sono costellati di nuovi personaggi un po’ allegorici mai apparsi prima che l’autore stesso ha provveduto a spiegare, tramite disegno, alla redazione de Il Post;

  • Per gli amici milanesi di Plutocratica Sicumera, però, Martedì 29 Maggio, dalle 18.30, sarò in Feltrinelli Duomo per seguire la presentazione di Stelle o sparo, fumetto d’esordio di NOVA (BAO Publishing). Il volume era venduto in anteprima al Salone del Libro di Torino, dove ho potuto dargli un’occhiata. Mi ha molto incuriosito e penso che lo comprerò;

  • Maggio ha segnato anche un nuovo inizio: quello di Igort a direttore di Linus. Al di là della facilità di connessione (Linus è oggi pubblicato da Baldini & Castoldi che è stata acquisita da La Nave di Teseo che esattamente un anno fa inglobava Oblomov, la creatura editoriale di Igort), sono stata una lettrice di Linus durante i primi anni 2000 e, come un po’ tutti gli interessati, non mi sono fatta sfuggire il primo numero del nuovo corso. Sto valutando se parlarne o meno, sicuramente non appena riuscirò a leggerlo (ebbene sì, l’ho solo sfogliato, complice anche l’averlo trovato nelle edicole milanesi solo una settimana dopo l’uscita) avrò le idee più chiare su cosa dire, nel caso volessi dire qualcosa, mica detto;

  • Ricordi quando nei primissimi numeri di Plutocratica Sicumera ti parlavo di Mondadori Oscar Ink? È uscita per Fumettologica una lunga intervista al direttore editoriale degli Oscar Luigi Belmonte e all’editor Marco Rana. A un anno di distanza dal lancio più o meno ufficiale finalmente qualcuno parla di linea editoriale, progetti e spiega qualcosina in più;

  • Domenica 10 Giugno al mitico Secco sul Naviglio Grande (Via Fumagalli 2) Tito Faraci e Matteo Scandolin di Querty registreranno live una nuova puntata di Tizzoni d’inferno, ovviamente mi trovate anche lì.

Dunque, penso di aver detto tutto, ti aspetto anche sul nuovissimo sito a cui spero vorrai bene come ne vuoi a questa newsletter. Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, nel bene e nel male, oltre a rispondere a questa mail come già sai, puoi inviarmene una all’indirizzo lavinia@plutocraticasicumera.it, giusto perché non avevo abbastanza caselle di posta da leggere quotidianamente.

Il titolo di questa newsletter, per una volta, non è stato preso in prestito, né si tratta di una citazione anche se potrebbe esserlo benissimo.

Sto leggendo Bruno Munari, Design e comunicazione visiva, Laterza 2017 (con il progetto grafico a cura di Riccardo Falcinelli)

Ultimamente ho visto la stagione 1 di Aggretsuko, Netflix


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Provo a non ridurmi all'ultimissimo momento, ventiquattro sera, diciannove e ventinove

Plutocratica Sicumera #4

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Ciao,
hai appena ricevuto nella tua casella mail il numero quattro di Plutocratica Sicumera, una newsletter completamente dedicata al fumetto. Se ti sei iscritto, lo hai fatto perché probabilmente ci conosciamo, oppure mi segui su Twitter e Instagram e hai trovato interessante questa iniziativa. Ti ringrazio per la fiducia e per la compagnia, se hai qualcosa da segnalarmi (o ci tieni a salutarmi) puoi rispondere direttamente a questa mail.

Non ci sentivamo da un po’ di tempo, come stai? Spero che tu non sia arrabbiato con me, è stato un periodo denso, in cui ho dovuto prendere molte misure, e non mi riferisco solo al fatto di aver traslocato.

In questi giorni trascorsi ho sempre pensato alla newsletter, tant’è che credo di aver cambiato l’argomento a questo numero almeno tre volte: il tempo passava e alcune cose di cui volevo parlare irrimediabilmente diventavano “vecchie”. Poi mi sono detta: ma che cacchio, questa newsletter è mia, l’ho creata apposta per rimasticare e rimuginare su tutto quello che mi va legato al fumetto! In ogni caso, è bastato aspettare qualche giorno e il link perfetto a ciò che stai per leggere è arrivato solo da un’altra direzione: oggi infatti parliamo di premi, premiazioni e selezioni ufficiali.

Passato il tempo dei vincitori del Gran Guinigi, qualche settimana fa circa sono state annunciate le varie Sélection del 45° Festival International de la Bande Dessinée di Angoulême, con relativa diffusione da parte di tutti i maggiori siti dedicati al fumetto. Stiamo d’altronde parlando di uno dei maggiori festival del fumetto a livello europeo, controllato a vista più o meno da tutta l’editoria dedicata presente sul continente.

Sentivi la mancanza di una mia premessa?
Esattamente come avviene per l’editoria libraria - dove per libraria qui intendo in modo meno vago la narrativa piuttosto che la saggistica - bisogna fare i conti con i premi letterari. Prima di iniziare a lavorare nel rutilante mondo dell’editoria, i premi erano la cosa che mi interessava meno. Anzi, non mi interessavano affatto: sotto i miei occhi passavano giusto i vincitori di Premio Strega, Pulitzer e Nobel perché, a meno di non essere totalmente borderline anche come lettore, è quasi impossibile non imbattersi in uno di questi riportato da siti e inserti culturali. Tutto il resto era quanto più di dimenticabile, soprattutto ciò che riguardava dozzine, cinquine e shortlist.

Poi il mercato editoriale e le sue dinamiche mi hanno fagocitata e ora uno dei divertimenti con colleghi e amici del settore è fare pronostici. Tipo come quella volta in cui in ufficio due colleghi, leggendo la lista dei ventisette libri candidati al Premio Strega di quest’anno, hanno tirato giù i nomi che secondo loro sarebbero stati in dozzina, cinquina e il vincitore e chiuso tutto in due buste debitamente firmate. E sai cosa? Ci hanno pure preso.

Pronostici Strega

Come nei migliori abbrutimenti, da qualche anno la mia parte professionale ha preso il sopravvento e sono diventata più attenta anche ai riconoscimenti dedicati al fumetto. Perché sì, premiano pure i fumetti, sia in Italia, sia all’estero. Non esistendo una tradizione filantropica a mo’ di Strega, i premi fumettistici italiani si sono legati alle principali manifestazioni, quindi alle fiere del fumetto, ed essere legati a un evento fieristico significa fare i conti anche con il decadimento dello stesso, a meno che non sei una corazzata per professionisti come la Bologna Children’s Book Fair.

La verità è che comunque io stessa ci ho messo un po’ a raccapezzarmi con tutti i maggiori riconoscimenti esistenti e attivi, tra fiere storiche, cambi di nome, fiere defunte e premi emergenti, e siccome questa newsletter soffre anche della sindrome da servizio pubblico, ho deciso di fare una cosa che mi riesce molto bene: mettere ordine. Qui di seguito ho stilato una lista dei premi italiani attualmente conferiti, cercando di dargli anche un ordine gerarchico di prestigio, che fondamentalmente rispecchia poi il prestigio della fiera stessa.

Premio “Gran Guinigi” - Lucca Comics & Games
Forse il premio fumettistico italiano più importante, sicuramente quello che ha più storia perché istituito nel 1967. Il primo Lucca Comics, o quanto meno la versione che definiremmo 1.0 da cui l’attuale manifestazione ha poi preso le mosse, si tenne nel 1966 e il premio stesso deve il suo nome alla lucchese Torre Guinigi. Attualmente il premio si divide in cinque macro categorie: Premi alle Opere (Miglior Graphic Novel, Miglior Fumetto Breve, Miglior Serie), Premi agli Autori (Miglior Disegnatore, Miglior Sceneggiatore, Miglior Autore Unico), Premi agli Editori (Premio “Stefano Beani” per un’iniziativa editoriale), Premio speciale della giuria e Premio per un Maestro del Fumetto. I vincitori dell’edizione 2017 li trovi qui.

Premio “Attilio Micheluzzi” - Napoli Comicon
Istituito nel 1998 e dedicato alla memoria del disegnatore Micheluzzi che a Napoli studiò e visse fino alla morte. Negli ultimi anni il Comicon ha acquisito un’importanza sempre più crescente, di fatto arrivando a essere la seconda manifestazione fumettistica italiana dopo Lucca per numero di visitatori, novità presentate e caratura degli ospiti. La cosa non è sfuggita alle Librerie Feltrinelli che dal 2011 sono partner del premio, garantendo quindi ai libri vincitori una grande visibilità nei loro negozi (o forse sarebbe meglio dire assicurandone la distribuzione?). Le categorie del premio sono stabili sulla decina: Miglior Fumetto, Miglior Disegnatore, Miglior Sceneggiatore, Miglior Serie dal tratto realistico, Miglior Serie dal tratto non realistico, Miglior Fumetto Estero, Miglior Serie Straniera, Miglior Webcomics (su indicazione di alcuni tra i maggiori portali dedicati al fumetto, cioè Lo Spazio Bianco, Fumettologica, Orgoglio Nerd, Mangaforever, Comicus e C4 Comics), Miglior Edizione di un Classico e Miglior Storia Breve. I vincitori dell’edizione 2017 li trovi qui.

Durante la manifestazione sono assegnati altri due riconoscimenti:

  • Il Premio “Nuove Strade”, nato nel 2001 dalla collaborazione con il CfAPaz - Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona e volto a premiare talenti emergenti del fumetto. Quest’anno il Premio “Nuove Strade” è stato assegnato a Martoz;

  • Il Premio “la Repubblica XL”, nato nel 2013 in collaborazione con il mensile di cultura pop de La Repubblica e assegnato, tramite voto dei lettori, a uno dei candidati nella categoria “Miglior Fumetto”. A differenza del primo, non ho alcuna memoria dell’assegnazione di quest’anno, per cui mi viene il dubbio che non si sia tenuto.

Romics d’Oro - Romics
La capitale ospita una fiera che non ha mai spiccato particolarmente e la sensazione che ho, dai racconti di chi la frequenta, è che in questi ultimi anni stia anche un tantino declinando. Istituita nel 2001, dal 2013 si è sdoppiata aggiungendo un versione primaverile a quella solita di inizio Autunno. I Romics d’Oro esistono dalla prima edizione e vengono assegnati in modo molto generale a personalità provenienti dal mondo del fumetto, dell’illustrazione, del cinema, dell’animazione e dei videogiochi.

Bonus track - Il cassetto dei ricordi di Lavinia
Il Romics, in particolare la quarta edizione, può vantare il titolo di mia prima fiera del fumetto. Avevo 15 anni e probabilmente avevo lungamente scassato le balle ai miei genitori per convincerli a portarmici, Domenica 10 Ottobre 2004. Quel giorno riuscii a comprare un volumetto originale (in giapponese) della mini serie CLAMP Gakuen Tanteidan (poi pubblicato da noi per Star Comics con il titolo CLAMP Detective) e, soprattutto, a portare a casa l’autografo di Mia Ikumi, ospite di quell’edizione, autrice di un altro shoujo manga in lettura quel periodo, Tokyo Mew Mew.
Leggendo l’elenco degli organizzatori e promotori della fiera su muri e roll up sparsi, incappai in un fantomatico “Dipartimento di Lingue e Comunicazione”, convincendomi che per poter lavorare con i fumetti senza diventare fumettista dovevo puntare a qualcosa che avesse a che fare con le Lingue e la Comunicazione.
Quella giornata al Romics divenne poi una sorta di spartiacque: di lì a qualche giorno per la mia famiglia si sarebbe chiusa un’epoca e io avrei perso la voglia di fare qualsiasi cosa.

Premio “Carlo Boscarato” - Treviso Comic Book Festival
Ascesa e declino di una manifestazione che in realtà è tra le più longeve perché il fu Treviso Comics nasce nel 1976, una decina di anni dopo il Lucca Comics. Tutto molto bello fino ai primi anni 2000, quando problemi finanziari decretarono la sospensione della manifestazione. Non ho un ricordo preciso del quando, ma sono sicuramente passati almeno un’altra decina di anni dalla resurrezione dalle sue ceneri in versione Comic Book Festival, con un’espansione a livello cittadino che ricorda un po’ Lucca e un po’ realtà più piccole come il bolognese BilBolBul: oltre alla mostra mercato, infatti, oggi il festival prevede molte mostre, perfomance dal vivo e workshop. Il premio, intitolato alla memoria del fumettista trevigiano Carlo Boscarato, si articola in dodici categorie: Miglior Fumetto Italiano, Miglior Fumetto Straniero, Miglior Autore Straniero, Miglior Disegnatore Italiano, Miglior Sceneggiatore Italiano, Miglior Autore Unico Italiano, Miglior Realtà editoriale Italiana, Autore Rivelazione, Miglior Copertinista, Miglior Colorista, Miglior Fumetto Web, Miglior Fumetto per bambini/ragazzi. I vincitori dell’edizione 2017 li trovi qui.

Premio “U Giancu” - Rapalloonia
Tra il 1966 del Lucca Comics e il 1976 del Treviso Comics c’è una da piazzare una tacca sul 1972, anno di nascita della manifestazione fumettistica di Rapallo che oggi va sotto il nome parlante di Rapalloonia. La storia di Rapalloonia è gloriosa e costellata di grandissimi nomi italiani e internazionali (Carl Barks, anyone?) anche grazie al fatto che dietro le quinte del tutto c’è sempre stata gente del mestiere (in particolare la triade Carlo Chendi, Luciano Bottaro e Giorgio Rebuffi). Il premio venne istituito nel 1992 intitolandolo a uno storico ristorante della zona in cui il riconoscimento venne di fatto concepito, con tanto di statuetta del premio a forma di Pulcinella disegnata da Emanuele Luzzati (la foto è tratta da un vecchio articolo di Fumettologica).

Premio U Giancu

Attualmente il premio prevede tre categorie: Miglior Disegnatore Comico, Miglior Disegnatore Realista e Miglior Sceneggiatore. I vincitori dell’edizione 2017 li trovi in questo reportage di BadComics.

Premi Rimini Cartoon Club
Il Cartoon Club nasce nel 1985 grazie all’Acli Arte e Spettacolo di Rimini. Sono gli attuali organizzatori del Riminicomix, oltre che l’editore di Fumo di China, storica rivista di critica del fumetto oggi diretta da Loris Cantarelli. Nonostante nel tempo sia diventato una sorta di network di promozione del fumetto, dell’animazione e dei videogiochi, l’anima del Cartoon Club resta fondamentalmente legata al cinema d’animazione e anche i premi sono articolati in questo modo. Tra le varie categorie, infatti, gli unici dedicati al fumetto vero e proprio sono il Premio “Fede a strisce”, dedicato a fumetti di ispirazione cattolica (chiudendo il sacro cerchio del patronato Acli) e il Premio “Franco Fossati” organizzato in collaborazione con l’omonima Fondazione che già gestisce il WOW, il Museo del Fumetto di Milano. Questo premio viene però assegnato non a un’opera a fumetti, bensì a scritti di critica, storia e saggistica. Trovi tutti i premi coi relativi vincitori 2017 qui.

Saranno famosi: i riconoscimenti emergenti
Effettivamente, tra il marasma di fiere ed eventi che nascono e muoiono nel giro di un’edizione, inventare un premio da assegnare è forse anche un modo per tentare di acquisire un po’ di autorevolezza. Qui di seguito ne elenco un paio di cui sto tenendo d’occhio l’evoluzione.

Premio Cartoomics
Così come la manifestazione capitolina, anche quella milanese soffre di poca personalità. Ho cominciato a frequentarla nel 2010 che ancora si svolgeva in quel che resta della fiera del Portello: puntualmente disertata da tutti gli editori del fumetto, milanesi compresi, e ormai ridotta a un grande bazar dove lo spazio era principalmente occupato da fumetterie, cosplayer, stand di soli gadget e baracchini del ramen. Dal declino totale a una timida rinascita quando, nel 2014, è stata spostata nel polo fieristico di Rho e di fatto aperta anche ai videogiochi. Siamo ancora lontani dall’idea di manifestazione che Lucca e Napoli hanno contribuito a costruire in questi anni, ma almeno gli editori sono tornati, portando con sé novità, panel interessanti e ospiti decenti.
Il Premio Cartoomics è stato istituito solo l’anno scorso, con l’assegnazione nel 2016 a Milo Manara e nel 2017 a Giorgio Cavazzano, e per ora sembra configurarsi come un premio alla carriera fumettistica. L’augurio è che l’organizzazione decida di prendere un po’ in mano la situazione, magari facendosi aiutare dagli editori stessi o da enti come la Fondazione Franco Fossati che, come dicevo prima, proprio a Milano gestisce il WOW, con cui tra l’altro sembra essere nata una sorta di collaborazione.

Premio Fumetto 25 e Premio Fumetto Cover Design - BeComics Padova
Di questo festival del fumetto veneto so davvero poco, ma nonostante sia, tutto sommato, agli esordi può vantare già la visual identity del 2018 realizzata da Manuele Fior.

Manifesto Be Comics Padova by Manuele Fior

Nel 2017 sono stati assegnati due riconoscimenti:

  • ​Premio Fumetto 25, riservato ai giovani artisti italiani fino ai 25 anni d’età che abbiano pubblicato un fumetto nel biennio precedente. È valido qualsiasi formato di pubblicazione, dall’autoproduzione ai webcomics. Lo scorso anno il premio vantava una giuria di tutto rispetto, con nomi come Matteo Stefanelli, Tuono Pettinato, Paolo Bacilieri, Fabio Genovesi e Bianca Bagnarelli;

  • Premio Fumetto Cover Design rivolto invece alle copertine di fumetti italiani pubblicati nel biennio precedente.

Quindi esistono solo premi legati alle fiere?
Non necessariamente: le mie ricerche mi hanno sì portato a riconoscimenti slegati da eventi, ma un po’ di nicchia, quando addirittura non diffuse al di fuori di un certo contesto. Per esempio, quelli che elenco qui di seguito.

Premio Andersen
Nell’ultimo periodo mi sono resa conto di come davvero non manchino, in Italia, ottime riviste dedicate all’illustrazione e alla letteratura per l’infanzia. Una di queste è Andersen, nata nel 1982 e punto di riferimento per le molte figure che costellano questo segmento editoriale. Legato alla rivista, il Premio Andersen viene assegnato ai titoli più interessanti dell’annata editoriale appena trascorsa. Tra le diverse categorie, anche quella di Miglior libro a fumetti, che nel 2017 è stato vinto da La compagnia dei soli di Patrizia Rinaldi e Marco Paci (pubblicato da Sinnos).

Premio Satira - Museo della Satira e della caricatura di Forte dei Marmi

Se hai nella testa l’immagine di “Forte” costruita sulle visioni annoiate di Sapore di mare e bancarelle con i maglioncini di cashmere, non ti biasimo. Sappi però che dal 1973 esiste un Museo della Satira e della caricatura con relativo premio: assegnato alla satira espressa in tutte le sue forme - quindi giornali, cinema, musica, web -, tra le categorie sono presenti anche “Miglior Disegno Satirico” e “Miglior Disegno Satirico Internazionale”. Qui l’albo d’oro dei vincitori di tutte le edizioni.

Premio “Topolino d’Oro” e Premio Papersera
Ora due premi completamente dedicati al mondo Disney, anche un po’ sconosciuti al di fuori di certi giri. In particolare, il Premio “Topolino d’Oro” (anche detto “Topolone d’Oro”) non sembra essere mai uscito dai corridoi della Disney Italia: si tratta infatti di un riconoscimento assegnato internamente agli artisti, disegnatori e sceneggiatori, che si sono distinti durante l’anno precedente. È totalmente a uso e consumo della redazione e per questo motivo non ho trovato né una data di istituzione, né un albo d’oro dei vincitori. Anche con i prodi utenti del forum Papersera, solitamente sempre molto attivi in questo tipo di ricerche, non c’è stato verso di ricostruire una cronistoria coerente.
E proprio dal Papersera arriva invece il premio omonimo assegnato ogni anno a degli artisti Disney, disegnatori e sceneggiatori, non adeguatamente celebrati dalla critica ufficiale. Il premio consiste in una statuetta raffigurante un proprio personaggio per quel che riguarda i disegnatori, mentre per gli sceneggiatori è previsto un libro composto da veri e propri editoriali, disegni e articoli di critica scritti dagli utenti stessi del forum. Il Premio Papersera esiste ormai da undici anni, qui sono elencati tutti i premiati.

Il caso Bologna
Con grande smacco al mio Milanocentrismo, è impossibile non ammettere che Bologna è un po’ la città del fumetto, o almeno la città in cui la cultura visiva è molto più forte e radicata rispetto ad altri luoghi. Prima di Gennaio non avevo mai avuto modo di mettere piede nella grassarossadotta, nonostante la mia religiosa devozione a gnocco fritto, colate di crema di parmigiano e tortelli in brodo (e anche piadine, ma qui sconfiniamo).
Il 2017 mi ha portato (correndo) tra i padiglioni della Children’s Book Fair, di fatto scaraventandomi in una categoria merceologica che fino ad allora mi aveva solo sfiorata: quella dei libri illustrati. Oggi però non parlerò né di loro, né dei BolognaRagazzi Awards, tra i premi più prestigiosi per quel che riguarda l’illustrazione e tutta la produzione, anche digitale, dedicata ai bambini e ai ragazzi.

Le mie ricerchine, infatti, mi hanno portata semplicemente a BilBolBul, nato nel 2007 grazie ad Hamelin, la principale associazione cittadina per quel che riguarda la promozione della cultura visiva.
BilBolBul è il fumetto come appare in sogno a noi appassionati arrivati all’età adulta: intellettuale, popolare ma d’autore, perfettamente integrato con altri linguaggi visivi, portato ed esposto con fierezza nelle roccaforti cittadine della cultura cosiddetta “alta”. Mostre dedicate ai Maestri del fumetto contemporaneo vengono allestite in posti come il Museo Archeologico, il MAMbo o l’Accademia di Belle Arti, incontri e performance sono organizzati in teatri, biblioteche e librerie storiche, ospitando il meglio del fumetto italiano e internazionale.
È in questo clima di collaborazione con Arci Bologna che nasce il Premio Farben per illustratori e fumettisti, giunto alla quarta edizione e dedicato ogni anno a un argomento differente: nel 2017 la tematica scelta è stata il jazz, per celebrare il centenario dell’uscita del primo album jazz, appunto.

Con Bologna concludo questa lunga carrellata: ci sarebbe qualcosina da dire anche sui riconoscimenti stranieri, ma mi riservo di parlarne in un altro numero della newsletter.

Sei arrivato fino a qui? Bravo!
Forse pensavi di trovare qualche lista sui migliori fumetti dell’anno, ma nonostante mi piaccia sempre molto leggerle ho deciso di non segnalarne, lasciami credere che tu abbia già acquistato e impacchettato tutti i regali per questo Natale. Magari nel prossimo numero della newsletter potrò mostrarti i fumetti che ho regalato o ricevuto in dono, nel caso ovviamente ne avrò regalati e ricevuti in dono. Soprattutto, mi farebbe molto piacere che invece tu mi mostrassi i tuoi: è semplice, devi solo rispondere a questa mail!

Ti lascio qui uno dei dipinti a olio di Carl Barks dedicato ai suoi paperi: sai che il personaggio di Zio Paperone ha compiuto 70 anni proprio lo scorso 15 Dicembre?

Mardi Gras before the Thaw - Carl Barks


Buon Natale, ci leggiamo di nuovo nel 2018!

Il titolo di questa newsletter è stato preso in prestito dalla canzone Baffo Natale che i miei amatissimi Elio e le Storie hanno composto nel 2005 per Radio Deejay.

Ultimamente ho letto J.K. Rowling, Buona vita a tutti. I benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione, Salani Editore, 2017

Ultimamente ho visto Stranger Things, stagioni 1 e 2, Netflix


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